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Dietologia

Disbiosi: una problematica della nostra epoca



Non si può certo negare che il progresso che caratterizza la nostra epoca abbia spalancato possibilità mai sperate prima. L’industrializzazione nel settore agroalimentare ad esempio ha moltiplicato le possibilità di produrre beni alimentari, più resistenti al deterioramento, con meno perdite causate da parassiti ed epidemie. In parallelo ai grandi progressi tuttavia molti studi mettono in evidenza come la nostra salute sia sempre più minacciata.

Con la crescita del benessere infatti si registra una crescita anche di quei disturbi considerati appunto “disturbi della nostra epoca”, obesità, cancro, celiachia, asma sono tra le più note, ma anche tante altre meno conosciute come dermatosi atipiche, eczema, morbo di Crohn, allergie.  Una di queste, è la disbiosi, intesa come un squilibrio quantitativo e qualitativo del microbiota, quel microscopico ecosistema che ognuno di noi ospita fin dalla nascita e che, popolato da circa 500 specie di batteri svolge per noi diverse funzioni indispensabili per la nostra salute. Nonostante molti studi mettono in evidenza l’importanza di equilibrio del nostro microbiota, la disbiosi non viene ancora riconosciuta come vera e propria malattia, mentre molte evidenze mettono in relazione un disequilibrio del microbiota, disbiosi appunto, con l’insorgenza di malattie autoimmuni.

Il microbiota è un complesso sistema formato sia da “batteri buoni” che da “batteri cattivi”. Deve essere conservato in una situazione di equilibrio, dove le interazioni tra le diverse specie batteriche contribuiscono alla nostra salute e alle nostre difese immunitarie. Questo equilibrio è detto Eubiosi.

Una alimentazione sana “non fai date” è fondamentale per dare i giusti nutrienti al nostro microbiota così che abbia le giuste condizioni per l’autoregolazione. Questo equilibrio tuttavia può essere messo in crisi da molti fattori tipici della nostra epoca: stress, scorretta alimentazione, alcoolici e assunzione di antibiotici che potrebbero uccidere non solo i “batteri cattivi” ma anche quelli indispensabili alla nostra salute. Diventa cosi necessario svolgere una “manutenzione straordinaria”, assumendo probiotici e correggendo la nostra alimentazione in modo che gli alimenti che mangiamo favoriscano una ricrescita e un ritorno all’eubiosi.

Ma perché è così importante prevenire e curare la disbiosi?
La disbiosi può manifestarsi in forme lievi o acute e se trascurata può condizionare l’insorgenza di complicazioni come eczema atopico, candida e sindrome dell’intestino irritabile e quando la disbiosi non viene trattata può portare a infezioni fungine gravi e anche aumentare il rischio di cancro.

Quando diventa necessaria la consultazione di un esperto?
Ci sono molti sintomi legati alla condizione di disbiosi, i più comuni e frequenti sono:
Diarrea cronica, bruciore di stomaco, stitichezza cronica, gonfiore, eruttazione, dolori addominali, indigestione o maldigestione frequente, alitosi, feci maleodoranti, presenza di cibo non digerito nelle feci, vomito, nausea dopo l’assunzione di integratori, Ingiustificata perdita o aumento di peso, desiderio di zuccheri e alcoolici, prurito rettale o vaginale, unghie deboli e fessurate, carenza di ferro, perdita di libito e infertilità, congestione sinusale cronica, problemi alla vescica come cistite interstiziale, iperattività come disturbi comportamentali e nell’apprendimento, confusione mentale, candidosi vaginale.
Con l’insorgenza di alcuni di questi sintomi è caldamente consigliata la consulenza di un nutrizionista per correggere le proprie abitudini alimentari ed effettuare un piano nutrizionale personalizzato. 

Consigli per la prevenzione:
Un’alimentazione sana è sempre un ottimo punto di partenza per prevenire ogni malattia e per mantenere in forma le nostre difese immunitarie. In particolare si consiglia di assumere verdure a foglia verde, scegliere carni biologiche ed evitare il più possibile gli alimenti trasformati. Si consiglia inoltre di moderare fortemente l’assunzione di alcoolici e contenere gli antibiotici solo nei casi di effettiva necessità, assumendo esclusivamente sotto stretto controllo medico antiacidi e antinfiammatori non steroidei.
E’ consigliabile inoltre apportare cambiamenti allo stile di vita praticando metodi di rilassamento come l’esercizio fisico, lo yoga, la meditazione, massaggi e aromaterapia per ridurre i livelli di stress. Anche l’igiene dentale è molto importante in quanto la proliferazione batterica può avvenire anche nel tratto orale.